>>Home

LA CABALÀ DEL TEMPO
I SEGRETI DELLE FESTIVITÀ EBRAICHE
testi di rabbini cabalisti


Per ricevere il libro,15 €, scrivere a

info@cabalaeguarigione.org
telefono 02-9980099

Purim, gli anni '60 e il Messia
Yaakov Yosef Roberts

Pensiamo all'esperienza spirituale più elevata che abbiamo avuto nella nostra vita. Può essere avvenuta durante un'intensa preghiera a Yom Kippur, oppure ci è capitato di avere un'intensa esperienza della presenza divina la sera di uno Shabbat al Kotel a Gerusalemme,
o semplicemente mentre eravamo soli in una stanza abbiamo avuto un'intensa esperienza meditativa.

Qualunque cosa sia stata, la maggior parte delle volte "andare su di giri" spiritualmente significa limitare, oppure staccarsi, dai livelli di consapevolezza inferiori e terreni.

A Yom Kippur, una delle ricorrenze più sacre del calendario ebraico, tutto questo ci è perfettamente chiaro.

Per poter diventare la donna forte e irresistibile capace di combattere il male interiore ed esteriore.

Digiuniamo, non abbiamo rapporti intimi con i nostri coniugi, e limitiamo al massimo ogni nostra esperienza fisica. "Andare su di giri" attraverso le limitazioni che imponiamo alla materialità però non è sufficiente. Dio ha creato il mondo perché ci santificassimo in esso, non per rifuggirlo santificandoci lontano da esso.

Per questo motivo, Yom Kippur, chiamato anche Yom ha-Kippurim, è il giorno che i nostri saggi paragonano a Purim. Infatti il significato letterale del suo nome è quello di Yom - giorno" Ki - come" Purim.

Il "come" "ki", qualche volta tradotto "come se" è un concetto interessante che incontriamo costantemente attraverso tutti i nostri scritti sacri. Il Talmud dice ad esempio che chi studia le leggi dei korbanot (le offerte sacrificali del Tempio di Gerusalemme) è considerato come se li offrisse veramente.


Cosa significa dunque "come"? "Come" è la differenza tra l'assistere e il partecipare ad una partita di calcio. Il giocatore e lo spettatore condividono la stessa esperienza, ma la differenza tra i due è ovvia. È la stessa differenza che c'è tra il leggere dei libri sul Tempio di Gerusalemme e trovarsi effettivamente nel Tempio, la differenza tra il pensare alla meditazione e meditare realmente, la differenza tra Yom ha-Kippurim e Purim

Cosa c'è allora di così intenso riguardo a Purim, tanto che il vero significato di Yom ha-KipPurim è quello di "Purim virtuale"? L'essenza di Purim è la possibilità di accedere contemporaneamente sia all'esperienza elevata e trascendentale di Dio, completa ed appartenente ad un'altra dimensione, che allo stato di coscienza normale, fisico e terreno. Naturalmente questo rende il "normale" e il "terreno" tutto fuorché questo. Staccandoci dai livelli fisici tralasciamo per forza di cose un aspetto di noi stessi, impedendo quindi la completa integrazione dell'esperienza nella nostra coscienza. Per quanto intenso possa dunque essere Yom Kippur, l'intensità della sua esperienza viene raggiunta scollegandoci parzialmente dai nostri livelli fisici inferiori.

A Purim, la nostra meta è la spiritualità più profonda, olistica, il sogno messianico della illimitata coscienza di Dio sperimentata nel mondo fisico - la realizzazione primaria di tutto il desiderio e di tutto l'anelito umano ad ogni livello di consapevolezza.

Uno sguardo a Purim nel contesto del calendario ebraico ci dà una prospettiva più allargata. Contando i mesi a partire da Pesach (la Pasqua ebraica) "il primo giorno dell'anno spirituale ebraico", Purim viene ad essere l'ultima festività dell'anno liturgico. Ovviamente non è una coincidenza. Così come la nazione ebraica - il gruppo principale incaricato del tikkun olam, portare la consapevolezza di Dio nel mondo - viene creata a Pesach, così gli stati di consapevolezza spirituali finali e più potenti sono accessibili a Purim.

Il modello biblico di questa sequenza è il periodo che va dall'Esodo sino alla costruzione del Primo Tempio di Re Salomone. Re Salomone rappresentò il più grande ebreo: era dotato di sapienza, di santità estrema, di grande raffinatezza terrena, di una consapevolezza spirituale ai livelli più elevati del Ruach HaKodesh (lo Spirito Santo), ed era dotato della capacità di realizzare tutto attraverso la massima abbondanza fisica.

In questo senso i nostri Saggi considerano Re Salomone ad un livello più elevato persino di Mosè. Mosè ovviamente è stato il nostro massimo profeta, ma per esserlo egli dovette separarsi dal mondo fisico (per la massima parte del tempo della durata della sua leadership, ad esempio, egli dovette separarsi da sua moglie per essere costantemente accessibile allo stato di profezia), e comunque la santità di Mosè non è il fine della Torah. La Torah ci è stata data per ricevere il Cielo in Terra, non come un mezzo per fuggire dalla Terra alla ricerca del Cielo. Per questo Re Salomone rappresentò la figura più vicina all'ideale del "più grande ebreo" che sia mai esistita, e per questo egli arrivò quasi ad inaugurare l'età messianica.

Nel nostro tempo siamo stati testimoni della comparsa all'orizzonte di un'analoga luce messianica. Nel 1948 lo Stato d'Israele venne ricostituito quale nazione degli ebrei e sia che si consideri la sua rifondazione come parte integrante della redenzione messianica o viceversa un suo impedimento, il raduno di 4.5 milioni di ebrei nella terra biblica è considerato secondo ogni punto di vista una preparazione all'età messianica.

Nel 1967 il sogno messianico fu quasi prossimo ad avverarsi. Israele venne attaccato simultaneamente da tutte le nazioni arabe sue vicine. Inferiore in armamenti e in strategia materiale, colto di sorpresa e con le spalle rivolte al mare, il piccolo esercito ebraico non soltanto respinse gli avversari ma riconquistò Gerusalemme dopo 1900 anni di occupazione straniera. I miracoli manifesti della guerra del 1967 furono in tantissimi casi di proporzioni quasi bibliche. Molti soldati testimoniarono di aver visto con i propri occhi angeli che guidavano i missili, che confondevano il nemico, che gli intralciavano il passo, facendogli chiaramente capire che le sorti della guerra non sarebbero state decise dai cannoni più potenti. E infatti così avvenne, la porta per riconquistare Gerusalemme si spalancò, così da poter iniziare la ricostruzione del Tempio biblico.

Il Messia è una persona. L'era che egli rappresenta è quella della coscienza umana superiore. Quando parliamo di "coscienza superiore" non ci riferiamo semplicemente a dei quozienti intellettivi astronomici, ad elevate illuminazioni spirituali, o a sviluppate capacità fisiche o soprannaturali. Per quanto reali ed interessanti queste esperienze possano essere, esse sono soltanto manifestazioni secondarie. L'essenza, la pnimiyut, l'interiorità, della coscienza messianica, è quella di sperimentare Dio.

Avete mai percepito gli occhi di qualcuno dietro la vostra testa? Siete mai stati consapevoli della presenza di qualcun altro? Avete mai sperimentato la sensazione di non essere soli? Ora immaginate di provare queste stesse sensazioni amplificate almeno 10.000 volte ed emananti dallo stesso Creatore dell'universo. Ma invece di una semplice consapevolezza o presenza, immaginate di sperimentare un elevatissimo stato di coscienza di totale Timore, Amore e Gioia incondizionate. Questa è soltanto un'approssimazione di ciò che si prova con il "Ruach haKodesh" in questo mondo. È una linea di partenza per l'inizio dell'età messianica, l'essenza più tangibile e a noi vicina del sogno messianico.

Alla luce di quanto detto sopra è facile capire come le capacità supernormali, il massimo quoziente intellettivo, la chiara percezione dei mondi spirituali, la preveggenza e così via sono veramente molto marginali in termini di vero progresso umano. Marginale tuttavia non significa irrilevante.

L'essenza di per se stessa può essere trasmessa soltanto come essenza. Porgere un bicchiere d'acqua a qualcuno è un dono affinché lo stesso possa dissetarsi e goderne. L'unico risultato invece del porgere semplicemente dell'acqua sarà quello di bagnargli la camicia. Offrire dell'acqua in modo tale che una persona possa riceverla significa innanzitutto prendere un bicchiere, assicurarsi che sia pulito e adatto e poi riempirlo d'acqua, porgendolo quindi all'ospite insieme al suo contenuto. Dio Puro/Ein Sof.

Dio si trova al di sopra delle emozioni, dell'intelletto, dell'illuminazione spirituale. Tuttavia, come l'acqua che ha bisogno di un "bicchiere" per arrivare ai canali giusti, allo stesso modo la nostra esperienza di Dio dipende dalle nostre facoltà superiori. Per quanto marginali possano essere, accedere all'età messianica significa crearsi questi recipienti per sperimentare Dio.

Nel nostro tempo vediamo che il mondo ha cominciato, anche se non in santità, ha costruirsi i recipienti per sperimentare Dio in senso messianico. Gli ebrei sono ritornati nella loro terra, hanno fatto rifiorire il deserto, hanno ristabilito una vera presenza ebraica nella Terra Santa e Dio ha cominciato ad organizzare le cose nel mondo per permettere il ritorno ebraico a Gerusalemme, la nostra capitale vecchia di 3.000 anni. Lo scopo di questo ritorno, naturalmente, non è fine a se stesso, ma è incentrato intorno all'obiettivo di un cambiamento categorico e di elevazione dell'esperienza umana della realtà. Gerusalemme non è soltanto una città, è un vortice spirituale.

Qualsiasi tipo di flusso energetico faccia la sua comparsa nel mondo, di natura fisica, spirituale, emotiva o altro ancora, esso fluisce da Gerusalemme verso il resto del mondo. Mentre nel 1967 si approssimava la liberazione di Gerusalemme e gli ebrei si avvicinavano ogni giorno di più alla riconquista del luogo del Tempio biblico, mentre si faceva sempre più reale la nostra possibilità di accedere all'età messianica, una luce ed un'energia sempre più abbondante si riversarono sul mondo via Gerusalemme, ad un livello mai sperimentato prima nella storia della coscienza umana.

Nel 1967 non esistevano cose del tipo "programmi revival" alla radio. La musica, l'idealismo, la gioia, il puro piacere di sentirsi vivi, il sentimento generale che la vita avesse un senso, la ricerca della spiritualità - la semplice conoscenza intuitiva che il domani sarebbe stato migliore dell'oggi - tutto questo costituiva i recipienti più esterni (il livello del bicchiere) della luce messianica rilasciata nel mondo. Gli anni '60 furono un tempo durante il quale la gente era consapevole del fatto che ci fosse qualcosa di più, qualcosa di superiore, e ci si mise davvero in cammino alla sua ricerca. Alcuni di noi andarono in India, altri a Gerusalemme, altri si iscrissero alla facoltà di legge per motivi idealistici. Qualsiasi cosa a cui ci si dedicò, il sesso, la droga, il rock 'n roll, la meditazione, e anche gli studi universitari, ci fu un gruppo significativo di persone che lo fece per poter accedere a qualcosa di superiore rispetto al semplice piacere materialistico.

Se pensiamo alla musica di quel periodo vedremo questo dinamico intensificarsi in veri e propri dettagli. Per esempio, oggi un video clip di Frank Sinatra del 1957 è musica insopportabile persino per gli ascensori. Percorrendo rapidamente in avanti 10 anni arriviamo al 1967 quando entrano in scena i Beatles, Jimy Hendrix e Janis Joplin. Sia che questa musica vi piaccia oppure no, essa scorre comunque su una frequenza completamente differente rispetto alla musica precedente. Si può discutere sul fatto che in quegli anni la gente stesse veramente ricercando Dio, ma che stesse cercando qualcosa di superiore è una realtà storica.

Alle generazioni precedenti e a quelle successive, gli estremi degli anni '60 rivisti sullo schermo appaiono come sciocchezze prive di senso. Questa affermazione però equivale al mostrare una sala da ballo piena di ballerini ad una persona sorda, senza spiegargli che essi erano consapevoli di qualcosa nell'aria di cui egli non era parte. La coscienza è un'esperienza, non è un'idea. Per i giovani di oggi (e persino ai tanti negli anni '60 che non lo capirono), il sesso, la droga e il rock 'n roll non sono poi stati nulla di diverso dal football, dai gelati e dal Nintendo. Forse furono forme più intense di gratificazione fisica, ma pochi li considerano come qualcosa di più. La ricerca della gratificazione fisica era certamente presente negli anni '60, come in ogni altra epoca, ma c'era anche la ricerca sincera di qualcosa di superiore.

Ci si rivolgeva alle droghe sperando in questo modo di accedere ai mondi spirituali. Si sperimentava il rock and roll non soltanto come musica da fischiettare ma un mezzo per poter accedere alla dimensione dei sogni superiori, alle maggiori esperienze ed aspirazioni esistenziali. Anche la rivoluzione sessuale fu promossa come espressione di "amore libero", non soltanto come soddisfazione fisica a basso costo. Gli anni '60 furono la più grande, la più selvaggia epoca di maggior accumulo psichedelico di energia spirituale mai accaduta prima a memoria conscia d'uomo. Un accumulo di energia per l'afflusso dirompente di una illimitata, estatica, messianica, luce di Dio nel mondo, come l'acqua riempie l'oceano.

Ormai dovrebbe essere ovvio che termini come "luce" ed "energia" non sempre hanno una connessione con la Torah o qualcos'altro di santo. L'energia spirituale, come l'energia fisica, è soltanto quella specifica energia. Possiamo utilizzarla come vogliamo. Sia chiaro, il movimento degli anni '60 molto spesso non ebbe nulla a che fare con la kedushà (la santità), la taharà (la purezza), le mitzvot (i comandamenti) e nemmeno ebbe a che fare, per la stragrande maggior parte della sua durata, con la parola "Dio". Si trattò comunque di un'apertura collettiva alla coscienza superiore.

Per gli Ebrei, come pure per il resto del mondo, la vera, reale, coscienza superiore profetica è accessibile soltanto attraverso un Tempio, ovvero tramite la Presenza di Dio a Gerusalemme. Uno sguardo anche veloce alla Bibbia ci mostrerà che il termine "Coscienza del Tempio" significa semplicemente avere la possibilità di accedere ad uno stato di coscienza superiore e potente, senza per questo necessariamente significare qualcosa di sacro.

Il ruolo del Tempio è quello di incanalare l'energia totalmente spirituale e la luce di Dio verso il mondo. Questo è il ruolo del re, del Sinedrio, dei profeti, e di ogni ebreo e non ebreo: incanalare quell'energia in santità. Il mondo negli anni '60 soffrì la mancanza di un re ebreo, di un Sinedrio ed anche di un indizio che gli spiegasse da dove proveniva quella luce. Si sapeva soltanto che il mondo era pieno di amore, di luce, di gioia, e che non ce n'era mai abbastanza.

E poi, quasi a prepararsi a rendere effettivamente santa e vera quell'epoca intera, l'esercito israeliano salì sul Monte del Tempio, issò la bandiera israeliana sulla Cupola della Roccia e sulla Moschea di Al Aqsa, e per alcuni dei più gloriosi giorni della storia moderna, soldati ebrei ebbero il completo controllo militare sul luogo del nostro sacro Tempio.

Quella che rivediamo come l'epoca degli anni '60, che ci condusse alla riconquista di Gerusalemme, fu la più minuscola, la più insignificante apertura alla luce messianica che, scendendo da Gerusalemme, affluì verso il mondo - come una persona assetata che prova sollievo semplicemente nell'avvistare una fonte da cui potrà dissetarsi.

Gli eserciti di tutti i nostri vicini arabi furono spezzati, la loro capacità di reagire venne annichilita, rimasero spossessati delle loro armi a lunga gittata e la resa ad Israele fu aperta ed incondizionata.

Per la prima volta dal tempo di Rabbi Akiva e dalla ribellione di Bar Kochbà nell'anno 130, un esercito ebraico si trovò di fronte all'aperta possibilità di gettare le fondamenta del sacro Tempio di Gerusalemme. Quello che avrebbero dovuto fare è motivo di discussione. Alcune fonti insistono con il dire che il Tempio deve essere ricostruito fisicamente, come ogni altra struttura, prima che la presenza santa di Dio possa ritornare a risiedervi e l'Età messianica iniziare.

Altre fonti dicono che il Tempio di Gerusalemme discenderà dal cielo già ricostruito. Qualunque approccio risulterà essere quello giusto, restituire il controllo del Monte del Tempio ad autorità non ebraiche ha effettivamente impedito la realizzazione di ciascuna di queste due opzioni, e in gran parte costituisce la radice dell'intifada e dell'inferno di violenza in cui Israele è venuto a trovarsi in questi ultimi anni. In altre parole, le forze impure del male possono vivere soltanto se hanno qualcosa di puro da cui attingere.

"Santo" significa connesso direttamente a Dio - "profano" significa connesso a qualcosa (di santo) che è connesso a Dio, mentre loro sono totalmente disconnessi da Dio. Il male nasconde la presenza Santa di Dio nel mondo e quindi non possiede una forza vitale indipendente.

Visto che noi, quale nazione ebraica, non fummo capaci di cogliere quell'energia incanalandola verso la santità, essa finì dissipata per il mondo: dopo qualche breve anno la luce si oscurò e la festa si concluse.

Proviamo ora a pensare di aver vissuto in una società dove un gran numero di persone fu realmente motivato dalla prospettiva di poter cambiare il mondo. La Luce messianica che fluì da Gerusalemme verso il mondo negli anni '60 rese questo obiettivo, e la coscienza superiore che lo accompagnò, una vera forza. Ma le eguali opportunità, salvare le balene, e le altre problematiche degli anni '60 sono un evento secondario rispetto al focus messianico che è quello di portare la coscienza libera di Dio in ogni aspetto della nostra vita.

Questi punti costituiscono anche degli importanti ideali ebraici, ma quando il principale sogno esistenziale di unire completamente il nostro mondo al Suo Creatore viene realizzato, tutti gli altri punti vengono spazzati via come la sabbia prima del diluvio. L'epoca degli anni '60 fu uno dei fiaschi più incredibili nella storia umana - un fiasco perché noi, il popolo ebraico, non siamo stati capaci di convogliare quella Luce verso il suo scopo santo. L'aver mancato di incanalare quella luce verso la santità fece sì che essa si prosciugasse e svanisse.

A Purim un assaggio della medesima Luce Messianica fluisce nel mondo. Purim è la nostra chance di sperimentare a tutti i livelli questa luce santa e superiore di amore e gioia, dagli stati meditativi più elevati in giù fin con il bere una birra, per sperimentare la presenza divina persino qui nel nostro mondo fisico, per incanalare le nostre energie superiori nella materialità in un modo assolutamente santo. Purim è la nostra occasione di scegliere il Sogno Finale.

L'Chaim!



     

Copyright©2001-2002 R. Ghilardi. WebprojectCopyright© 5763/2002ev >ketermedia . All Rights Reserved