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LA MEDITAZIONE PROFETICA:

©Rav A.Kaplan

 

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Nella maggior parte dei libri sacri ebraici si parla poco delle posizioni del corpo in meditazione profetica e il conseguimento dello stato mistico. L’Amidà, la preghiera silenziosa ebraica, che ha un ruolo importate nella meditazione cabalistica, viene ad esempio recitata eretti con i piedi uniti, ad imitazione degli angeli quando pregano. Alcuni testi parlano spesso di sedersi e meditare.
Un’altra posizione classica a cui si fa riferimento nella Bibbia, è quella da inginocchiati con le braccia elevate in preghiera. A questa posizione si fa riferimento nella preghiera di Re Salomone: “Egli si inginocchiò…e levò [in preghiera] le mani al cielo (Cronache II, 6,13). Ezra, similmente, dice: “Caddi sulle mie ginocchia ed elevai le mani verso il Signore mio Dio (Ezra 9:5).
Rabbi Moshè Cordovero (1522-1570), grande cabalista della scuola di Safed in Israele, dice che l’atto dell’elevare le mani allude alla ricezione dell’energia, della luce, divina. Secondo i cabalisti, è per questo motivo che Mosè rimase con le braccia alzate durante lo scontro tra Israele e Amalek. In questo modo riceveva da Dio tutta l’energia spirituale di cui c’era bisogno per sconfiggere l’acerrimo nemico d’Israele, Amalek, la negatività del male.
La posizione con le braccia alzate ha ruolo determinante anche nella benedizione sacerdotale. Il Bahir, uno dei più antichi testi cabalistici, spiega che le dieci dita della mano elevate in preghiera costituiscono un parallelo fisico delle dieci Sefirot dell’Albero della Vita, da cui attingono energia spirituale.
La stessa posizione viene utilizzata da Rabbi Avraham Abulafia, nel suo sistema meditativo estatico.
Esiste inoltre un’altra posizione citata da molti saggi nelle loro opere. Viene chiamata la “posizione profetica”: si mette la testa tra le due ginocchia piegate e abbracciate. Questa posizione viene citata esplicitamente in relazione al Profeta Elia, sul Monte Carmelo: “Elia salì sulla cima del monte Carmelo e rapito in uno spirito estatico pose la sua testa tra le ginocchia” (Re 1, 18:42).
Uno dei maggiori commentatori, Rabbi Isacco Abravanel, spiega che Elia stava meditando (hitboded).
Questa posizione veniva anche utilizzata per attingere energia spirituale. Elia la utilizzava per invocare la pioggia, dato che con l’ascesa al trono di Re Achab in Israele non pioveva più.
Nel Talmud la troviamo utilizzata in maniera analoga da Rabbi Chanina ben Dosa, “che mise la testa tra le sue ginocchia mentre pregava per la guarigione del figlio di Rabbi Yochanan ben Zakkai”. Rabbi Yochanan ben Zakkai fu il leader più grande del primo secolo, e ben Dosa era diventato il suo discepolo. Quando la moglie di Rabbi Yochanan ben Zakkai chiese chi dei due fosse il più grande, Rabbi Yochanan rispose, “Io sono come un gentiluomo davanti al re, ma Rabbi Chanina è come uno dei suoi sudditi.” Rashi spiega che un suddito può presentarsi al cospetto del suo re senza bisogno di venir chiamato.
Ritroviamo questa posizione anche nel caso di Elazar ben Dordaya. Il Talmud racconta che questi aveva praticamente fatto visita ad ogni prostituta del mondo civile, e desiderava ormai pentirsi. Dopo aver provato ogni metodo, mise alla fine la testa tra le ginocchia e pianse sino a morire. Dal contesto, è chiaro che il pentimento di Elazar ben Dordaya conteneva elementi mistici, infatti lo ritroviamo a conversare con il sole, la luna e le montagne, chiedendo loro di intercedere per lui. Quello che fece alla fine fu di riversare energia spirituale nella sua anima, così da purificarla dai peccati, sino alla morte.
Il fatto che utilizzasse tale posizione per pentirsi di un peccato sessuale ha un significato particolare, in quanto il midrash dice che uno dei motivi di questa posizione è di mettere la testa in congiunzione con il patto della circoncisione. Uno degli scopi del comandamento della circoncisione è di incanalare l’energia sessuale verso la spiritualità. Infatti viene eseguita al compimento dell’ottavo giorno, numero simbolo dell’infinito che trascende la fisicità di questo mondo. Quando si mette la testa vicino al patto della circoncisione, si ha più potere spirituale di incanalare l’energia verso la mente, il punto della profezia.
È significativo notare che un’altra allusione a questa posizione può essere ritrovata nel sacrificio dell’agnello pasquale, il quale deve essere arrostito “con la testa tra le ginocchia” (Esodo 12:9).
Il grande maestro mistico e chassidico, Rabbi Levi Yitzchak di Berdichov (1740-1809) spiega che nell’ordine delle Sefirot, le due ginocchia rappresentano Netzach (Vittoria) e Hod (Splendore), e che mettendo le ginocchia in congiunzione con la testa, l’energia spirituale di queste due sefirot affluisce alla mente. È noto in Cabalà che Netzach e Hod sono le sorgenti della profezia; questa posizione è quindi decisamente efficace nel trasmettere energia profetica.
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PREGHIERA DA RECITARSI NELLA POSIZIONE PROFETICA
I dieci Nomi divini associati alle Dieci Sefirot
nell’interpretazione di Rabbi Yosef Tzayach

Ehyeh Asher Ehyeh, Incoronami (Keter)
Yah, dammi Saggezza (Chokhmà)
Elohim Chaim, concedimi Intelligenza (Binah)
El, con la mano destra del Suo Amore, rendimi grande (Chesed)
Elohim, dal Terrore del Suo Giudizio, proteggimi (Ghevurà)
YHVH, con la Sua Benevolenza concedimi Bellezza (Tiferet)
YHVH Tzevaot, custodiscimi per Sempre (Netzach)
Elohim Tzevaot, concedimi beatitudine dal Suo Splendore (Hod)
El Chai, rendi il Suo Patto il mio Fondamento (Yesod)

Adonai, apri le mie labbra e la mia Bocca pronuncerà le Tue Lodi (Malkhut)
     

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