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LIBRO DELLO ZOHAR:
Il viaggio spaziale interdimensionale
Angeli, Nefilim (Angeli decaduti) e Anime umane

© Traduzione dall’aramaico e commento di Rabbi A.Sutton

Traduzione dall'inglese Rosanna Ghilardi

B"H
 

Zohar 1:34a
“Creature alate voleranno sulla Terra” (Genesi 1:20). Queste sono le creature angeliche che compaiono in forma umana agli esseri umani. Nel dire “Creature alate voleranno sulla terra”, [la Torah] implica l’esistenza di altri tipi di angeli non visibili al di fuori della dimensione spirituale [in contrapposizione alla forma umana]. [Ciò dipende] dal livello di illuminazione degli uomini.
Zohar 1:58a
I Nefilim erano sulla terra (Genesi 6:4).
Rabbi Yossi disse: Questi [Nefilim] sono Aza e AzaEl, come abbiamo studiato. Perché fu stabilito: “Il Santo li escluse dalla [dimensione della] Santità superna”.
Se doveste chiedere: Come sono riusciti ad esistere in questo mondo? Rabbi Hiya ha detto: Questi [Nefilim] erano della categoria [degli angeli descritti in Zohar 1:34a] di cui è scritto, “Creature alate voleranno sulla terra” (Genesi 1:20). È stato stabilito: Questi [angeli possono esistere in questo mondo perché] appaiono in forma umana agli occhi umani.
E se doveste chiedere: In che modo si trasformano, quindi? Essi si trasformano attraverso molti colori [frequenze d’energia].
Quando sono pronti a discendere realmente [nach’tin] essi si rivestono [AGLiMu, da GliMa veste e da GoLeM, assumendo la struttura molecolare dell’] atmosfera terrestre, apparendo quali esseri umani.
Questi due [angeli], Aza e AzaEl, si ribellarono in Cielo al Santo Benedetto, che li fece cadere in basso, ed essi [furono costretti] ad assumere la forma energetica terrestre.
Questo risponde alla domanda di come potessero sopravvivere in terra ed anche al perché della loro incapacità di liberarsi della loro forma fisica, quando desiderarono andarsene! Fu in quel tempo che si smarrirono dietro alle donne terrestri. Ad oggi essi sono tuttora presenti [in questo mondo], insegnando la magia nera agli uomini.
Essi generarono anche dei figli, che furono chiamati Anakim, Giganti. Questi Nefilim nella Torah vengono anche chiamati Bnei Elohim [Figli di Elohim]. È stato stabilito. (cf. Zohar Chadash, pag. 12).
Zohar 1:81a
[Nel momento della morte] il livello Spirito [Ruach] dell’anima si separa [spogliandosi] dell’anima inferiore [Nefesh], per poter [ascendere in Cielo] ed entrare nel Giardino dell’Eden inferiore [l’universo di Yetzirà].
In quel luogo si riveste dell’atmosfera del Giardino, in modo completamente opposto agli angeli superni che si “rivestono” nella fisicità quando scendono in questo mondo.
Questi sono gli angeli di Ruach [l’universo di Yetzirà-Formazione], di cui è scritto “Osè Malachav Ruchot – Egli rende Spiriti i Suoi Messaggeri-Angeli” (Salmo 104:4).
Questo significa che Dio fa discendere i Suoi Ruchot-Messaggeri, Angeli di Yetzirà, nell’Universo di Asyà–Azione [il nostro mondo fisico] come messaggeri.
La Ruach-Spirito dell’uomo, viceversa, ascende da questo mondo fisico al livello inferiore del Gan Eden, “indossando” le vesti di quella dimensione celeste. [L’anima] viene raffinata lassù, traendone un piacere incredibile.
Durante il capomese-Rosh Chodesh, e durante lo Shabbat, la Ruach sale ancora più in alto, liberandosi delle vesti del Gan Eden inferiore e “rivestendosi” con la forma energetica superna del Giardino dell’Eden Superiore [l’Universo di Beryah – Creazione]… Questa è comunque un’ascesa temporanea, attraverso cui l’anima sperimenta la Luce intensa di Azilut-Emanazione.
In mezzo al Gan Eden Superiore c’è una Colonna [un raggio luminoso] formata da tutti i colori [energie di frequenza]. Quando Ruach vuole ascendere ulteriormente, essa si libera delle sue vesti [inferiori] ed entra [in questa colonna] per salire al luogo della sua origine, come è scritto, “La Ruach-Spirito ritorna a Dio che l’ha data” (Ecclesiaste 12:7).
[L’Arcangelo] Michael, Grande Sacerdote [nel Tempio Celeste], la prende [l’anima] e la offre come sacrificio di misericordia al Santo Uno Benedetto.
Essa sale in questo luogo e sperimenta una beatitudine incredibile nell’unirsi al Fascio della Vita [Binah], riguardo a cui è scritto, “Nessun occhio lo ha visto, Dio, eccetto i Tuoi (Isaia 64:3).
Successivamente l’anima ridiscende [gradatamente] nel Gan Eden inferiore, e sperimenta una beatitudine eccezionale da tutte le forme di luce, rivestita nelle vesti di quel luogo…
Per introdurre il successivo passaggio dello Zohar, riportiamo il brano della Torah riguardante Abramo che riceve un livello più alto di profezia, dopo essersi circonciso all’età di 99 anni:
“Dio gli apparve [ad Abramo] nella piana di Mamrè, mentre stava seduto all’entrata della sua tenda, nel momento in cui il sole è al suo grado massimo. [Abramo] alzò gli occhi e vide tre uomini [angeli] a poca distanza da lui. Quando li scorse, corse loro incontro per dargli il benvenuto, prostrandosi sino a terra. [Abramo] disse: “Mio Signore, se ho trovato grazia ai Tuoi occhi, non allontanarTi dal Tuo servitore” (Genesi 18:1-3).
Nota: questo avvenne dopo la circoncisione di Abramo. Egli si trovava in uno stato di profezia molto elevato, devekut, unione con il divino. Secondo la tradizione Adamo fu creato circonciso, ovvero con un canale aperto e diretto verso la spiritualità. Solo dopo aver peccato, e dopo che al suo organo sessuale crebbe un prepuzio, egli fu reciso da questo canale e fu espulso dal Giardino dell’Eden.
Quando leggiamo perciò che ad Abramo venne impartito il comandamento della circoncisione, ciò significa che un livello spirituale molto elevato stava per essere reso riaccessibile (almeno in parte). Rimuovere il prepuzio simboleggia il ritorno al livello coscienziale di Dio, sperimentato da Adamo nel Giardino dell’Eden.
Vale la pena di riportare il passaggio del Talmud (Shabbat 127a; Shavuot 35b) riguardante il doppio messaggio insito nell’affermazione di Abramo, “Mio Signore, non Ti allontanare”.
Secondo un’interpretazione, egli si stava rivolgendosi al leader dei tre angeli. [Altrimenti ci sarebbe stato scritto Signori al plurale, quando invece l’intera frase è al singolare].
Secondo un’altra interpretazione, Abramo stava parlando con Dio stesso, supplicandolo di non interrompere lo stato di profezia mentre lui accoglieva i suoi tre ospiti. Basandosi su questa seconda interpretazione, il Talmud afferma, “Ricevere gli ospiti è più meritorio che ricevere la Shekinà (la Presenza Divina).”
Abramo, quando arrivarono i tre messaggeri, era su una hot-line profetica speciale con Dio. In tale stato di profezia, capì che il mondo esteriore delle apparenze non è in contraddizione con il mondo interiore dell’essenza. (Quando Adamo perse la sua connessione all’Albero della Vita, questi due poli della realtà si separarono).
Abramo però aveva atteso tutta la vita questo momento di riunificazione, o perlomeno la realizzazione che sostanzialmente non esiste alcuna dualità, e che egli poteva eliminare la facciata, il prepuzio, che provocava l’apparenza di tale dualità.
Egli capì che essere come Dio (accogliendo gli ospiti nel mondo esteriore), era la sola vera riflessione dell’essere con Dio (nel mondo interiore dell’esperienza profetica). Naturalmente egli voleva assicurarsi che la linea interiore non si interrompesse, mentre lui era impegnato sulla linea esteriore. Quindi supplicò, “Mio Signore, non ti allontanare…”.
Come accennato, il Talmud dice che  “emulare Dio nelle nostre relazioni con le Sue creature, compiendo gesti di bontà, amore incondizionato, altruismo, gentilezza ecc. è più meritevole che ritirarsi in isolamento, per godere della beatitudine delle visioni divine..”.
Lo Zohar, d’altra parte, enfatizza la dimensione interiore di questo episodio: il fatto che i visitatori fossero effettivamente degli angeli, ma che apparissero come esseri umani, mostra che il mondo esteriore è semplicemente un’estensione del mondo spirituale…
Un commento ulteriore: il Ma’or VeShemesh si chiede perché Dio decise di far apparire gli angeli sotto sembianza umana. Egli risponde che un essere umano sarebbe stato letteralmente incenerito dalla presenza di Abramo, talmente grande era il suo livello spirituale raggiunto dopo la sua circoncisione all’età di 99 anni.
Zohar Sitrei Torah 1:98b-99a:
“Ed Egli vide tre uomini.” Tre angeli-messaggeri gli vennero inviati. Essi discesero (nach’ti) in questo mondo, rivestendosi nella sua atmosfera. Essi apparvero perciò in forma umana. I tre angeli corrispondevano all’Arcobaleno Celeste contenente i tre colori [frequenze di luce]: bianco, rosso e blu-verde.
L’angelo del bianco era MichaEl [letteralmente, “Mi-chi è Cha-come El-Dio”] ed anche “Il cui amore può paragonarsi a quello di Dio” poiché MichaEl viene dal lato destro dell’Albero della Vita [Chesed – Amore].
L’angelo del rosso era GavriEl [Potere di Dio] perché proviene dal lato sinistro dell’Albero della Vita [Ghevurà – Restrizione].
L’angelo blu-verde era RafaEl [La guarigione di Dio].
Così la Presenza Divina venne rivelata ad Abramo, tramite questi tre colori. Tutti erano necessari.
RafaEl, il Maestro della guarigione, fu necessario per guarire Abramo dalla sofferenza della circoncisione.
MichaEl, appartenente al lato destro dell’amore, da cui proviene ogni bene e benedizione, fu necessario per annunciare a Sarah la futura nascita di Isacco.
GavriEl, appartenente al lato sinistro della forza, incaricata di giudicare il mondo, fu necessario per sconfiggere Sodoma.
Zohar 1:101a:
Vieni e vedi. Dopo che Abramo fu circonciso, egli se ne stava seduto sofferente. Il Santo Uno Benedetto gli inviò perciò tre angeli-messaggeri, che gli si rivelarono, per augurargli Shalom [per augurargli la guarigione e alleviare il suo dolore].
E nel caso in cui doveste domandare, “Gli si rivelarono realmente? Chi può sopportare la visione degli angeli?! Non è forse scritto: “Egli rende Ruchot-Spiriti i Suoi Angeli-Messaggeri”?
Egli però li vide solo dopo che erano discesi in terra in forma umana. Non preoccupatevi per questo. Abbiamo studiato innanzi (Zohar 1:58a) che questi spiriti santi [gli angeli], quando discendono [nach’tin], si rivestono [fisicità] nell’atmosfera e negli elementi [terrestri].
Essi assumono perciò la struttura molecolare [Golem] [dell’atmosfera terrestre] ed appaiono agli esseri umani esattamente nella loro stessa forma……
[Viceversa] Rabbi Shimon bar Yochai spiegò che essi apparvero ad Abramo come esseri angelici [senza forma fisica]. Questo si evince dal fatto che Abramo disse “Signore, non ti allontanare”: è chiaro che si sta rivolgendo alla Presenza Divina [egli sapeva cioè di trovarsi al cospetto della Divinità, ma si rivolse effettivamente ai suoi ospiti].
[Rabbi Shimon perciò non separa i due aspetti come fa il Talmud, ma li unisce insieme: Abramo parlò direttamente con Dio, mentre guardava e parlava con gli angeli]; così che questi angeli servirono da veicolo per la manifestazione della Divinità.
Nota: È anche possibile rispondere alla domanda se sia un livello più elevato avere una visione spirituale degli angeli anziché vederli invece sotto sembianza umane.
Sembra che Rabbi Shimon consideri tutte le discese nella fisicità come un “livello inferiore”, che deve essere equilibrato dall’avere delle esperienze puramente spirituali.
Entrambi gli aspetti sono essenzialmente necessari: Bisogna innanzitutto ascendere verso la pura spiritualità, per salire al di sopra e al di là della facciata di questo mondo, per conoscere l’Unità del Santo Uno Benedetto (Yichud Ila’a). Dopo di che, è necessario riportare l’esperienza di quell’Unità giù in basso, nella nostra esperienza, e vedere in che modo la realtà spirituale pervade la realtà fisica (Yichud Tata’a).
In questo modo perciò, anziché considerarli in contrapposizione, possiamo riunificare spirituale e materiale, cielo e terra, interiorità ed esteriorità.
Dopo di che, si può arrivare persino più in alto, molto oltre ciò che può rivelare la realtà fisica. Questo è il livello raggiunto da Rabbi Shimon bar Yochai.
Su queste linee, lo Zohar (1:102a), il Talmud (Bava Metzia 86b), e il Midrash (Bereshit Rabbà 48:14, Shemot Rabbà 47:5) riportano il famoso insegnamento che “Una persona non dovrebbe mai deviare dai costumi dei luoghi che visita” (“Quando sei a Roma comportati come un romano”).
Riguardo a Mosè è scritto, “Egli rimase con Dio [sulla montagna] per 40 giorni e 40 notti senza mangiare pane, ne bere acqua” (Esodo 34:28) e “Rimasi sulla montagna 40 giorni e 40 notti, senza mangiare cibo o bere acqua” (Deuteronomio 9:9).
Il Midrash si chiede: È possibile per un essere umano stare così a lungo senza mangiare e bere [e non morire]? Mosè salì in Cielo dove il cibo non esiste, e perciò non mangiò.
[Il Midrash aggiunge alla fine di 47:5: Come fece dunque a sopravvivere non mangiando? Egli fu nutrito dallo radiosità della Presenza Divina. Non sorprendetevi. Perché gli Angeli Celesti che trasportano il Carro Divino vengono nutriti nella stessa maniera dalla radiosità della Presenza Divina].
Viceversa, quando gli angeli discesero per recarsi da Abramo, sembrò che mangiassero e bevettero, come è scritto, “Egli rimase in piedi accanto a loro, ed essi mangiarono sotto l’albero” (Genesi 18:8).
Il Midrash e lo Zohar affermano entrambi: “Pensate che quegli esseri celesti si cibarono realmente? In realtà essi finsero di mangiare. Dato che gli angeli sono esseri di fuoco, il cibo venne consumato non appena lo misero in bocca. Così sembro che stessero effettivamente cibandosi, come degli esseri umani.
[Nel caso che Abramo non si fosse ancora accorto che questi estranei erano in realtà degli angeli travestiti, lo venne comunque a sapere con certezza quando essi gli annunciarono (Genesi 18:10) che Sarà avrebbe partorito un figlio l’anno dopo, a 90 anni].
Il successivo commento dello Zohar riguarda Yaakov-Giacobbe, quando questi lottò con l’angelo:
“Yaakov-Giacobbe rimase solo. Un uomo [un angelo che appariva tale] lottò con lui sino allo spuntare dell’alba.
Quando [l’uomo] vide che non riusciva a vincerlo, lo colpì alla giuntura superiore del femore [di Yaakov]. La giuntura dell’anca di Yaakov si slogò mentre lottava contro di lui.
“Lasciami andare! esclamò l’uomo. “L’alba sta per arrivare”. “Non ti lascerò andare se prima non mi benedici”. “Qual è il tuo nome?” gli chiese. “Yaakov” (Giacobbe). “Il tuo nome non sarà più Yaakov, ma YisraEl. Tu hai lottato (Sar) con un essere divino e lo hai vinto (Genesi 32:25-29).
Zohar 1:144a
Come può un essere umano di carne e sangue lottare con un angelo che è un essere spirituale? Non è scritto: “Egli rende Ruchot-Spiriti i Suoi Angeli-Messaggeri, i Suoi Servitori delle fiamme ardenti? (Salmi 104:4).
Perciò [impariamo] che quando gli Angeli-Messaggeri del Santo discendono [nach’tin] in questo mondo, assumono la forma energetica [GiLiMin VeItGaLiMu da Golem] e si rivestono nelle vesti corporee di questo mondo, così da apparire come esseri umani e non deviare dai costumi del luogo che visitano.
È stato stabilito, a proposito dell’ascesa di Mosè in Cielo di cui è scritto, “Egli rimase là con Dio [sulla montagna] per 40 giorni e 40 notti, senza mangiare pane o bere acqua” (Esodo 34:28). Questo per non deviare dai costumi del luogo dove si trovava.
Viceversa, riguardo la discesa in basso di questi angeli superni è scritto, “Egli rimase in piedi accanto a loro ed essi mangiarono sotto l’albero”. (Genesi 18:8). Analogamente qui [con Yaakov], l’angelo non lottò contro Yaakov sino a che non discese rivestendosi nella forma umana di questo mondo.
[Nota in margine allo Zohar: E dopo che questi angeli adempiono alla loro missione quaggiù, essi ritornano in Cielo al loro stato spirituale. Ma questo soltanto se ripartono entro 7 giorni. Dopo 7 giorni, essi sono incapaci di ritornare, come nel caso di Aza e AzaEl].
Nello stile dello Zohar, abbiamo ora un testo riassuntivo di tutti gli aspetti studiati sinora:
Zohar 2:229b
Vieni e vedi. L’anima non risale al cospetto del Santo Re sino a che non è riuscita a rivestirsi in vesti superne per comparire davanti a Lui.
Viceversa, l’anima non discende [nach’ta] in basso sino a che non si è rivestita con le vesti di questo mondo. Questo è simile ai santi angeli superni, riguardo a cui è scritto, “Egli rende Ruchot-Spiriti i Suoi Angeli-Messaggeri, i Suoi Servi delle fiamme ardenti” (Salmi 104:4).
Quando vengono mandati in missione in questo mondo, essi non vi discendono fino a che non sono rivestiti nelle vesti di questo mondo.
[Ovunque essi vadano] è sempre in accordo con il posto. Abbiamo quindi studiato: l’anima non ascende se non con un vestito di luce [o un vestito di splendore].
Vieni e vedi. Quando Adamo era nel Giardino dell’Eden, era rivestito di vesti spirituali [cioè il suo corpo era fatto] di luce superna. Una volta espulso dal Giardino, ebbe bisogno di vesti più adatte a questo mondo.
È dunque scritto, “Dio fece dei vestiti di or [pelle] per Adamo e sua moglie, e li rivestì” (Genesi 3:21). Prima di questo, essi erano vestiti di abiti [cioè i loro corpi erano fatti] di Or [Luce], la Luce della Radiosità Superna con cui, quando Adamo si trovava ancora in Gan Eden, percepiva tutti i mondi spirituali.
Perché [è noto] che la Luce del Giardino dell’Eden [non proveniva dal sole, ma invece] dalla Radiosità Superna. Per tale motivo, quando il Santo pose Adamo nel Giardino, lo rivestì di abiti [gli diede un corpo] di luce appropriato per quel luogo.
Senza tali rivestimenti, non avrebbe potuto vivere in quel luogo. [Il corpo deve adattarsi al luogo dove vive; si tratta di risistemare le proprie frequenze energetiche al livello del luogo in cui ci si reca; più il luogo è elevato, migliore è la sua energia, che è più perfezionata, più il luogo è basso, più grande è la sua fisicità]…
La stessa cosa vale per il Mishkan – il Tabernacolo del Deserto [e per il Mikdash – il Santuario di Gerusalemme], era necessario fare dei vestiti speciali per il Sacerdote – Cohen, perché potesse accedere alla santità superna.
Abbiamo studiato: Le azioni positive di un uomo in questo mondo, provocano la discesa su di lui di un livello più elevato di santità, che lo riveste della radiosità superna per prepararsi a comparire al cospetto del Santo nel mondo celeste.
Con quelle vesti sperimenta beatitudine, percependo il divino attraverso lenti chiaro- brillanti, come è scritto, “Per contemplare la dolcezza di Dio, e visitare il Suo Santuario” (Salmi 27:4).
Per questo motivo l’anima deve avere due set di vestiti, così da essere completa in ciascun mondo, un set per questo mondo e uno per il mondo superno.
Riguardo a questo è scritto, “Ma i Giusti riconosceranno il Tuo Nome; i retti dimoreranno alla Tua Presenza (Salmi 140:14). “I Giusti riconosceranno il Tuo Nome” in questo mondo, così che “i retti dimoreranno alla Tua Presenza” nel mondo superno.
Nota: Da questo brano impariamo, tra l’altro, che il Mikdash (il Santuario di Gerusalemme) costituisce un parallelo del Giardino dell’Eden originario, o più correttamente, il Mikdash fu designato per ripristinare il livello coscienziale che Adamo aveva perso quando dovette lasciare il Giardino dell’Eden.
L’Arì insegna che il Giardino dell’Eden non era un luogo fisico come ci immaginiamo. Infatti deve sempre sussistere un’esatta corrispondenza tra il livello energetico di una certa dimensione e i corpi di coloro che vi dimorano.
Adamo dunque non era un essere fisico come ci immaginiamo. Quest’idea è rafforzata da innumerevoli citazioni, costituenti i tanti pezzi di un gigantesco puzzle, che serve a comprendere l’intera cosmologia dello Zohar (in particolare), e della Torah (in generale).
In molti punti, la differenza tra lo Zohar, il Talmud, e il Midrash si basa esclusivamente sulla forma espressiva prescelta (i rivestimenti espressivi) per impartire un certo insegnamento.
Gli insegnamenti tutti sono comunque antichi e rivelano una sostanziale Unità. Il fatto di essere rivestiti in vesti diverse, è una facciata per mascherare l’Unità importantissima dell’intero sistema agli occhi di coloro che non sanno vedere….
…continua…
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